Tutti usano l’AI per produrre più contenuti. Io ho creato un’automazione con Claude Cowork per smettere di farlo.
Non è una provocazione fine a sé stessa. È la scelta progettuale che sta dietro a come gestisco questo sito: pubblico solo quello che so fare per esperienza diretta o quello su cui ho un’opinione formata.
Niente articoli scritti perché “bisogna pubblicare con costanza.”
Il problema era un altro.
Uso l’AI costantemente per lavoro, per i miei progetti, per questo sito. E nelle conversazioni con Claude emergono continuamente cose interessanti: un workflow che ha funzionato, una riflessione su un approccio, un caso studio che vale la pena raccontare.
Il rischio di dimenticare le cose giuste da scrivere è reale e sempre presente, perché è mia abitudine dire “ma si, lo segno più tardi”.
E più tardi non segno nulla.
Così ho costruito un sistema.

Ecco cosa troverai in questo articolo:
Come funziona l’automazione con Claude Cowork
Il primo step si attiva quando voglio: scrivo “spunti per blog” a Claude, e parte una skill personalizzata che ho creato appositamente.
Tramite questa skill Claude scansiona le conversazioni recenti dei miei progetti e mi restituisce le attività più importanti e più interessanti a cui abbiamo lavorato o discusso nei 7 giorni precedenti.
Per ognuna mi fornisce anche una motivazione: perché quella conversazione, quella attività, quell’esperienza potrebbe diventare un contenuto rilevante.
Poi decido io.
Non è una decisione meccanica.
Claude può propormi una conversazione su un workflow di automazione che abbiamo costruito con una motivazione tecnica precisa. Ma se in quel momento non ho ancora un punto di vista chiaro su cosa ha funzionato e cosa no e se non so rispondere alla domanda “cosa impara il lettore da questa?”, quello spunto non entra.
Non perché l’argomento sia sbagliato, ma perché non sono ancora pronto a scriverlo bene.
A volte quello spunto torna la settimana dopo, con più chiarezza.
A volte sparisce del tutto (perché, magari, l’ho abbandonato oppure perché non l’ho ritenuto rilevante).
Quello che passa il filtro entra nel database “Spunti Blog Settimanali” su Notion (su mia richiesta a Claude).

Step 1 – Inserimento spunti settimanali su Notion
Il secondo step è automatizzato con Claude Cowork.
Ogni venerdì, Claude Cowork esegue un workflow separato: prende ogni spunto approvato e presente nel database di Notion, analizza il panorama dei principali blog e marketer italiani che trattano quell’argomento e propone 1-2 angolazioni originali costruite sulla mia esperienza specifica.
I risultati finiscono in un secondo database con titolo proposto, panorama competitor e motivazione dell’angolazione.
Da lì, scelgo cosa sviluppare.

Step 2 – Angolazioni editoriali create sugli spunti precedentemente inseriti su Notion
Quando l’automazione mi fa smettere di scrivere
Il sistema copre tre progetti diversi.
Ogni settimana, solitamente almeno uno di questi non restituisce niente.
Non è un errore.
È esattamente la funzione.
Se in sette giorni non è successo nulla di rilevante sul mio lavoro, Claude non inventa, non suggerisce, non riempie.
Dice semplicemente “questa settimana qui non c’è nulla da raccontare”.
La prima volta che è successo mi sono sentito soddisfatto, non frustrato.
Perché significava che il sistema funzionava: stava applicando lo stesso criterio che avrei applicato io, senza il rischio che la pigrizia mentale o la pressione del “devo pubblicare qualcosa” mi facessero abbassare l’asticella.
Ed è qui che si capisce cosa fa davvero questo sistema.
Cosa non è questo sistema
Non è un modo per produrre più contenuti in meno tempo.
Non è un AI writer.
È uno strumento per non dimenticare le esperienze che valgono e per avere il coraggio editoriale di non scrivere quando quelle esperienze non ci sono.
Il rischio esiste, però, ed è sottile: approvare spunti per abitudine invece che per convinzione.
Succede quando il sistema gira da settimane e inizi a sentirti in debito con il database, come se lo spunto approvato dovesse diventare per forza un articolo.
Non è così.
Uno spunto è solo un’ipotesi.
Può morire nel database senza che succeda nulla di grave.
Il sistema funziona solo se il filtro rimane duro.
E quel filtro sono io, non Claude.
Quante volte hai pubblicato qualcosa solo perché era passato troppo tempo dall’ultimo articolo?
La verità è che il problema del content marketing italiano non è la mancanza di strumenti per produrre testo.
È la mancanza di ragioni genuine per farlo.
L’AI può alimentare entrambe le cose.
Dipende da come la usi.
Io ho scelto di usarla per fermarmi.

Workflow settimanale automatizzato per trovare spunti editoriali

